martedì 25 marzo 2014

"Cunegunde" al contrario, ovvero polpette di salsiccia, spinaci e ceci per tornar piccini




(…) a un tratto un’ombra di mestizia passò sul volto di Tommy. “Non voglio diventare mai grande” disse con decisione.
“Nemmeno io” fece eco Annika.
“Davvero, non c’è da augurarselo” approvò Pippi: “le persone grandi non si divertono mai. Hanno solo molto da lavorare, abiti buffi, i calli e le tasse cumunali”
Tasse comunali, si dice, corresse Annika.
Fa lo stesso, tanto s’intende sempre la stessa robaccia, disse Pippi. “E poi sono piene di superstizioni e di fisime: credono per esempio che succeda chissà cosa, magari di tagliarsi, se ci si infila il coltello in bocca, e così via”.
“Non sanno nemmeno giocare” disse Annika “che noia dover diventare grandi”.
“E chi ha mai detto che si deve?” chiese Pippi.
“Se la memoria non mi inganna, devo avere un paio di pillole da qualche parte...”
“Che pillole?” domandò Tommy.
“Pillole ottime per chi non vuole diventare grande” disse Pippi saltando dal tavolo.
Cercò dappertutto in armadi e cassetti, e in un istante dopo comparve con tre granelli del tutto simili a tre piselli gialli.
“Piselli”? Chiese Tommy stupito.
“Sembrano proprio piselli, eh? E invece non lo sono affatto” disse Pippi. “Sono pillole-Cunegunde.
Me le diede molto tempo fa, a Rio, un vecchio capo indiano quando gli dissi, con un giro di parole, che non ci facevo una malattia per diventare grande.
Bastano queste pillole?chiese Annika, dubbiosa.
Senz’altro, assicurò Pippi. Ma bisogna inghiottirle al buio, e recitare questa formula magica:

Piccole e belle Cunegunde,
non voglio mai diventare grunde.

“Grande, vuoi dire”, la riprese Tommy.
“Se ho detto grunde, significa che voglio dire grunde”, disse Pippi. “Il trucco sta proprio qui: quasi tutti dicono grande, e non potrebbero commettere sbaglio peggiore, perché allora si comincia a crescere e non si smette più”. (...)
Smorzarono le candele dell’albero di Natale, così che fu tutto buio in cucina, meno accanto al forno, dove il fuoco faceva filtrare improvvisi bagliori dello sportello. I tre bambini si misero a sedere in silenzio per terra e si presero per mano. Pippi diede a Tommy e ad Annika una pillola-Cunegunda per ciascuno, mentre un brivido d’eccitazione correva per la spina dorsale: pensate, un attimo dopo le pillole miracolose si sarebbero depositate nel loro stomaco, e questo era sufficiente perché non dovessero mai, mai diventare grandi. Che meraviglia!!
Ora!sussurrò Pippi.
Ed essi ingoiarono le loro pillole.
Piccole e belle Cunegunde, non voglio mai diventare grunde”, recitarono tutti e tre contemporaneamente.
Era fatto. Pippi riaccese la luce.

Tratto da "Pippi Calzelunghe" di Astrid Lindgren

 
Io ho mangiato pillole Cunegunde (o Krumelius nella versione televisiva) di qualunque tipo: caramelle balsamiche all’eukalipto, fagioli secchi, fiocchi di cereali per conigli, zigulì, mezzi ceci, ovetti di cioccolato, noccioline, mirtilli, e “senatur” Leone alla violetta. Sapete com’è, presa dalla paura che non funzionasse ho ripetuto più e più volte... (dicendo sempre e solo “Grunde” però). Che vi posso dire? Ha funzionato...sono rimasta piccina piccina (l’altezza è quella che avevo alle medie, sig), e anche la mia fantasia, nonostante gli anni, mantiene una certa rigogliosa freschezza! La fanciullina che è in me non conosce timidezza, nel senso che si manifesta volentieri, e forse più spesso, che l’adulta. Ma cosa fare con quei poveretti che non hanno letto Pippi*, che non conoscono le Cunegunde e che sono diventati grandi e noiosi per davvero? L’unica, garantisco, sono le Cunegunde al contrario, ovvero pilloline mangerecce che fanno tornar bambini...tanto piccoli da aver voglia di mangiar con le mani, e giocare con un cibo dalla forma tonda e dal sorriso facile...le polpette verdi!!!

*per sapere qualcosa sull'importanza di leggere Pippi (qui).


domenica 23 marzo 2014

Gelatine al Melograno con Cuore di Ricotta e Cioccolato Fondente




Side è un’antica città dell’Anatolia meridionale nella regione della Panfilia. Ma Side, secondo lo Pseudo-Apollodoro, è anche il nome della prima sposa di Orione, cacciata poi nell’Ade (e trasformata in una pianta di Melograno) da Era, per aver rivaleggiato con lei in bellezza. I miti sul melograno sono davvero tantissimi e vari, a seconda della cultura che li ha prodotti, ma questo di Side rimane tra i miei preferiti innanzitutto perché è uno dei più arcaici, e poco conosciuti, e poi perché nella traduzione inglese che Sir James George Frazer* fa nel 1921 del testo di Apollodoro, per Side c’è una noticina che dice più o meno così: “Dato che Side in greco significa Melograno, si è supposto che il matrimonio di Orione con Side sia una rappresentazione mitica della maturazione del frutto nella stagione in cui la costellazione di Orione è visibile nel cielo notturno” (cioè l’Inverno). Avete capito gli antichi? Noi siamo qui a inseguire la stagionalità del cibo sul calendarietto circolare di Eataly, mentre a loro bastava guardare le stelle (sig)! Torniamo però ai miti sul melograno... come ho detto sono innumerevoli, e nessuno è esente da una certa ambiguità o doppiezza, cioè gira e rigira c’è sempre un senso di morte-sacrificio da cui nasce la vita. Io sono convinta che questa ambivalenza sia presente anche nel sapore del frutto, così dolce e succoso, eppure asprigno e quasi amaro. In poche parole inclassificabile! Inclassificabile è anche il condimento tipico che ho ricevuto in dono dalla Turchia (a base di melograno naturalmente): una specie di profumatissimo aceto balsamico da mettere sull’insalata! Le note dolci erano talmente insistenti e aromatiche, che dopo aver visto in giro fior fiore di cioccolatini all’olio extravergine e all’aceto, mi è venuta voglia di trasformarlo in una piccola gelatina “amouse-bouches” da fine pasto (a metà strada tra il dessert e la caramella). E per il contest di Cristina di “Coccole di Dolcezza” intitolato“Contrasti” mi pareva calzasse a pennello...

*il celebre antropologo e studioso di storia delle religioni autore de “Il Ramo d’oro”, ha tradotto anche la Biblioteca di pseudo-Apollodoro.

mercoledì 19 marzo 2014

Involtino Primavera di Riso Java, Verdurine e Gamberi



Questa ricette è frutto di un gran “mescolone”: nell’ordine attrazione fatale verso quei bei colorini pastello dei fiori di primavera (o dei tailleur della regina Elisabetta), voglia di cibo cinese e incontenibile, continua curiosità, anche in cucina. Il risultato è un involtino Primavera (non antipasto ma primo piatto) dalle delicate nuances violetto e rosa, ripieno cioè di verdure, gamberi, e soprattutto di riso Java. Lo conoscete?
Il riso Java Altromercato è un mix straordinario di tre varietà di risi indonesiani, riso Rosa, riso Rosso e riso Nero (integrali o semi-integrali). Si tratta di risi coltivati sull’isola di Giava dalle famiglie socie della Simpatik Farmers’ Cooperative con un innovativo metodo agronomico basato sull’umidificazione del suolo anziché coltura in immersione, (ciò consente un notevole risparmio di acqua che permette di migliorare la biodiversità del suolo, ridurre l’emissione di metano ed aumentare le rese produttive). Io lo chiamo il “riso magico”, perché cresce all’ombra dei vulcani giavanesi senza starsene a mollo nell’acqua, poi cuocendo assume un vivacissimo color violetto (come se avesse bevuto del buon Barolo), e per finire vi riempirà la casa del profumo del pane appena sfornato. Per non parlare dei sali minerali che contiene (zinco, manganese e magnesio), e della ricchezza di fibre. Ad essere magico, comunque è soprattutto il suo buonissimo sapore, e la certezza che dietro a questi chicchi di riso c’è un rapporto continuativo e paritario con i produttori, ci sono prezzi equi, e il sostegno a progetti di sviluppo sociale e ambientale.


domenica 16 marzo 2014

Torta di Carne (Pork Pie)



Sono sempre stata una da “sabato del villaggio”. Nel senso che quasi quasi apprezzo più l’attesa del piacere che non il piacere stesso: di conseguenza un bel pacchetto con carta particolare, fiocchi e bigliettino mi fanno tanto felice quanto il contenuto. Lo stesso con l’idea di avere un regalo...accarezzo il pensiero e mi ci trastullo beatamente sino alla gioia. Così facendo ho ricevuto un buono su amazon per il mio compleanno (a ottobre), e a inizio marzo non avevo ancora deciso cosa prendere!!! Nel frattempo non vi dico quanti giri ho fatto sul sito, ho curiosato, letto recensioni, fatto calcoli ridicoli per “ottimizzare” il mio buono. La grande scelta era tra un Kindle e praticamente tutto il resto. Alla fine ha vinto tutto il resto, perché per ora mi annoia leggere un libro su una tavoletta grigia, voglio ancora la carta, il suo profumo, il suo rumore e la sua fisica certezza! Insomma il mio buono alla fine si è trasformato in una serie innumerevole di pacchi contenente libri (in francese perché ho la nostalgia parigina), teglie e “tatteri” da cucina (così la dolce metà identifica oggetti per lui inutili e per me indispensabili)...E in mezzo a tutto ciò mi sono anche tolta uno sfizio, ma uno sfizio di quelli grandi, di quelli che mi accompagnavano da anni: avere un Pie Bird Funnel. Sapete cos’è? É un "comignolo per torte", nello specifico è un graziosissimo uccellino molto inglese con becco spalancato che funge da camino per il vapore che il ripieno della torta sviluppa in cottura! Avevo questa fissa da quando leggevo i libricini di cucina di Anne Willson...quello sulle Torte aveva in copertina un uccellino bianco di porcellana, e io ero andata a chiedere lumi sulla sua funzione al cuoco di fiducia. Adesso che ho un Pie Bird tutto mio (nero però!), posso dirvi con grande soddisfazione che l’uccellino per torte funziona benissimo! Bhe, riconosco che le torte ripiene di carne o di frutta sono buone e gustose anche senza, ma con il comignolo vengono meglio, sono più compatte e asciutte. E poi sapete che bello portare in tavola una torta così, con dentro un uccellino: io l’ho chiamato Cucù, e gli ho anche trovato una casetta come nido...ma non ditelo alla dolce metà (lui crede che un Pie Bird possa vivere benissimo in un cassetto!).


p.s: a proposito di cucina e decorazioni, non dimenticatevi del mio contest!!!


sabato 8 marzo 2014

1°Betulla Contest: La food blogger cucina qui!

ATTENZIONE:PROROGATO FINO ALL'8 MAGGIO!!!

Qualche tempo fa ho letto un post particolarmente simpatico scritto dalla Ros sul suo scanzonato e divertentissimo blog. Oltre a raccontare le sue avventure ai fornelli, la filosofa ha fotografato e postato uno scorcio della sua cucina. Chiosava il tutto una felice domanda: La vostra cucina invece com'è? Vi piace? La vorreste più grande o più piccola? E' funzionale? Ros oggi vuole aprirvi le porte della sua casa con un paio di foto della sua graziosa cucina. Così...le sue amiche sapranno dov'è che lei si diverte, qual è insomma la sua stanza dei giochi :-)”.

La mente betulliana si è messa in movimento: quasi subito ho pensato di replicare a questa curiosità con un post interamente dedicato alla mia piccola cucina rosa. Strada facendo però mi si è accesa un’altra lampadina...cioè mi è venuto in mente un bel libro di Sandra Petrignani intitolato “La scrittrice abita qui”, in cui l’autrice ha raccontato alcune grandi scrittrici del passato attraverso le loro case! Con degli input così ci ho messo un attimo a pensare di fare qualcosa per vedere più cucine possibile (di foodblogger naturalmente)... e quindi, carissime amiche, con grande piacere vi presento il mio primo contest. Per una volta non è il cibo il soggetto, ma tutto quel che nelle vostre case ci sta intorno, e, anzi, permette di arrivare a quei piatti perfetti, bellissimi e gustosi che ci divertiamo tanto a postare! Insomma fotografate la vostra cucina e raccontatemela nel modo che preferite (qualche parola o un poema, ma simpatiche mi raccomando!). La mitica Ros sarà il gran giurì di tutto ciò, nel senso che la dolce donzella si è prestata gentilmente scegliere le tre food blogger vincitrici. Che dite? Partecipare a un contest non è mai stato così facile no??? Ah, ovviamente ci sono premi bellissimi: la vincitrice assoluta riceverà 6 presine patchwork, un riga-gnocchi in legno, e un riga-gnocchi stellato in acciaio. Le altre due food blogger seconda e terza classificate riceveranno 4 presine patchwork ciascuna. Non sono adorabili tutti quei fiorellini in stile “grembiulino di vecchietta”? Bhe, spero piacciano anche a voi. 


Infine, per farvi venire voglia di spalancare una finestrella sul vostro piccolo grande mondo di foodblogger, ecco a voi la mia di cucina: un microcosmo rosa, che ha chiare, evidentissime somiglianze con una delle più famose cucine di Barbie degli anni ‘80. Avendo passato ore a mettere in ordine la frutta giocattolo nel frigorifero di quella cucina di plastica (e non a giocare con la Barbie), ho pensato subito a lei quando ho visto questi tre metri di lacca rosa e fornelli. Ma non perdetevi in freudiane divagazioni, perché questa cucina non l’ho scelta, mi ha accolta insieme alla nuova casa circa un anno fa. Comunque posso dirvi una cosa, è piccolina, ha un frigorifero minuscolo, e non c’è la lavastoviglie (per non parlare del tener la lacca rosa pulita)... ma come cucino bene qui, care mie, in nessun altro posto al mondo!!!


Regole del gioco:

-il contest inizia oggi 8 marzo 2014 e terminerà l’8 aprile (prorogato a maggio) alle ore 24.00.

-il contest è riservato esclusivamente alle foodblogger.

-per partecipare occorre pubblicare sul proprio blog la foto della propria cucina o di una parte significativa di essa, unita al banner del contest, e alla scritta “con questa foto partecipo al contest di Betulla: la foodblogger cucina qui”. Inoltre è richiesta qualche riga sul vostro “regno” (tipo descrizione, storia o vicissitudini...). Siete libere di fare un post apposito, o di mettere foto&racconto della vostra cucina in seguito a una qualunque ricetta/chiacchiera.

-subito dopo ricordatevi di lasciare un commento a questo post con il link di foto&racconto con cui volete partecipare (una volta alla settimana aggiornerò l’elenco delle partecipanti che troverete qui sotto).

-il tema del contest è la vostra cucina, ma questa NON è una competizione di arredamento d’interni, di belle foto, di stile o cose del genere. È un contest in cui gareggiano l’immagine e il racconto della vostra cucina. Cercate di capire che non ci sarà niente di oggettivo nel criterio di valutazione con cui sceglieremo le vincitrici. La bellezza, per fortuna, è soggettiva, quindi fatevene una ragione!!!

-dopo l’8 aprile la gran giurì Ros sceglierà le vincitrici del podio in una rosa di partecipanti selezionate da me. Dopo di che provvederò a rendere noti i nomi e a spedire i premi ESCLUSIVAMENTE su territorio nazionale all’indirizzo che mi comunicherete.



p.s: ovvio che se in tutto questo volete anche diventare miei lettori fissi, mettere Like sulla mia pagina Facebook, o andare a sbirciare il blog della Ros ci sarete ancora più simpatiche!!!

Buon divertimento a tutte, e ricordatevi:

"I viaggi nelle case son viaggi nelle vite. O forse è il contrario. Ma non importa. Una casa è un destino comunque".
S. Petrignani
Elenco Partecipanti: 

Ale di Dolcemente Inventando
http://www.dolcementeinventando.com/2014/03/ebbene-si-io-cucino-sempre-quio-quasi.html
Cristina Lionetti di Pan Per Focaccia
http://www.panperfocacciablog.com/2011/07/vi-presento-la-mia-cucina.html 
Lore/ Paprika e Cacao dell'Angolo delle Ghiottonerie
http://angolodelleghiottonerie.blogspot.it/2014/03/la-food-blogger-cucina-qui.html 
Consuelo di I Biscotti della zia
http://ibiscottidellazia.blogspot.it/2014/03/welcome-to-my-kitchen-e-insalata-belga.html
Ombretta Orrù di In Cucina con Ombretta
http://incucinaconombretta.blogspot.it/2014/03/il-mio-regno-e-la-mia-adorata-cucina.html
Patrizia di SweetStrawberry
http://pattysweetstrawberry.blogspot.it/2014/04/1-betulla-contest.html 
Gwendy di Le mie ricette collaudate:
http://gwendyricettecollaudate.blogspot.it/2014/04/la-mia-cucina.html 
Alessandra di Ricette di cultura:
http://www.ricettedicultura.com/2014/04/la-mia-cucina-la-foodblogger-cucina-qui.html 
ora qui http://ricettedicultura.wordpress.com/2014/04/04/la-mia-cucina-la-foodblogger-cucina-qui/
Tonia di Gli assaggi di Tonia:
http://gliassaggiditonia.blogspot.it/2014/04/contest.html 
Enrica di Coccolatime
http://coccolatime.wordpress.com/2014/04/06/la-mia-cucina-la-storia-della-mia-vita/
Elisa di Il fiore di Cappero
http://www.ilfiordicappero.com/2014/04/io-cucino-qui.html
Ema di arricciaspiccia
http://arricciaspiccia-emanuela.blogspot.com.au/2014/04/la-foodblogger-cucina-qui.html
Una Pinguina in Cucina
http://unapinguinaincucina.blogspot.it/2014/04/storia-di-un-muro-che-doveva-essere.html 
Natascia di poesie di zucchero e farina
http://poesiedizuccheroefarina.blogspot.it/2014/04/qui-cucina-poesie-di-zucchero-e-farina.html
Manu di The insalad writer
http://www.theinsaladwriter.com/2014/04/qui-cucina-questa-food-blogger.html
Lara di La barchetta di Carta di Zucchero
http://www.labarchettadicartadizucchero.com/2014/04/la-mia-cucina-per-betulla.html
Angela di Storie da Mordere
http://storiedamordere.blogspot.it/2014/04/la-foodblogger-cucina-qui.html
Lucia di Dolcesalato con Lucia
http://blog.giallozafferano.it/dolcesalatoconlucia/la-cucina-il-mio-regno/ 
Dora di Dolcigolose
http://dolcigolose.blogspot.it/2014/05/la-mia-cucina.html
Sandra di Sonoiosandra
http://sonoiosandra.blogspot.it/2014/05/il-mio-regno-il-mio-regno-per-un.html
Sara e Laura di PancettaBistrot
http://pancettabistrot.blogspot.it/2014/05/spezzatino-thai-al-curry-verde-e-le.html
Gaia di BurroeMalla
http://burroemalla.blogspot.it/2014/05/la-nostra-food-blogger-cucina-qui.html
Sonia di Profumo di Zucchero
http://profumodizucchero.blogspot.it/2014/05/my-kitchen-contest-la-food-blogger.html 


SE VOLETE SAPERE CHI HA VINTO GUARDATE QUI...

giovedì 6 marzo 2014

Tortine Pomegranate con Karkadè al succo di Melograno


Marzo Pazzerello. Sento la primavera in arrivo, ma ho ancora voglia di bevande calde e fumanti! Per cui carico di antiossidanti rosso rubino (Kakadè+Succo di Melograno), insieme ad un micro-dolcetto tenerino...


Per le Tortine Pomegranate:
Ingredienti:
-175 gr di farina 00
-150 gr di zucchero (+ quello necessario per le madorle)
-100 gr di burro
-3 cucchiai da minestra di succo di melograno Casali Cellini (+ quello necessario per bagnare le mandorle)
-3 uova
-mezzo cucchiaino di lievito in polvere
-la polpa di 3 cm di bacca di vaniglia
-la buccia grattugiata di limone (poca)
-1 mandorla per ogni tortina

Procedimento:
- Accendete il forno e portatelo a 180° circa. In una ciotola sbattete con una frusta le uova con lo zucchero. Tagliate a dadini il burro e fatelo sciogliere dolcemente in un pentolino (o nel microonde). Una volta sciolto rovesciatelo sul composto di uova e zucchero, mescolate energicamente, e aggiungete le tre cucchiaiate di succo di melograno e gli aromi di vaniglia e limone. Infine aggiungete la farina setacciata, e per ultimo il lievito. Mescolate bene e rovesciate un cucchiaino circa di composto in ogni pirottino (circa 3 cm di diametro). Terminata questa operazione bagnate una per volta le mandorle nel succo di melograno, e poi fatele passare in una ciotolina di zucchero. Adagiate una mandorla zuccherata su ogni tortina. Cuocere in forno caldo (180°) per 15 minuti circa. Servire le tortine appena tiepide con una bella tazza di Karkadè e Melograno.

Per la bevanda calda:
Preparate il karkadè facendo sobbollire per 4 minuti circa in un litro d’acqua 3 o 4 cucchiai di fiori di Karkadè Altromercato (aumentando i fiori aumenterà anche l’acidità della bevanda). Togliete dal fuoco e filtrate. Fate raffreddare qualche minuto, e servite aggiungendo ad ogni tazza uno o due cucchiai di succo di melograno Casali Cellini secondo i gusti (dato che questo succo è ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi di melograno a cui è stato aggiunto dello sciroppo d’agave biologico potrete anche evitare di dolcificare la bevanda calda!). Il karkadè derivato dall’infusione dei fiori della pianta africana Hibiscus sabdariffa, è naturalmente privo di caffeina, e sia caldo che freddo, è una bevanda molto dissetante, unendovi il succo di melograno le note acidule si intensificano, così come l’effetto rinfrescante.

sabato 1 marzo 2014

Crackers al Parmigiano, Noci e Pepe di Sichuan




Anche nelle vostre cucine è immancabile un bel pezzettone di Parmigiano Reggiano? Sono sicura che anche voi non potete farne a meno...Vi siete mai chiesti cosa sono quei puntini bianchi sulla superficie del formaggio, oppure che differenze ci sono tra una stagionatura e l’altra? Bhe, per prima cosa fate un giro sul sito del Consorzio, che è una vera miniera di informazioni e ricette, se poi volete esagerare sullo stesso sito, nella sezione Academy potete trovare anche il primo corso di degustazione on-line del Parmigiano Reggiano. I primi due step sono dedicati all’analisi sensoriale, mentre il terzo è un tutorial che condensa in 6 minuti l’utilizzo del Parmigiano in cucina...(utilissimo, e soprattutto rapido)! Io lo scorso sabato ho potuto vederlo in anteprima, e ho anche partecipato ad una degustazione guidata completa di tre stagionature di Parmigiano. Poi, dato che eravamo nella Reggia di Colorno (Parma), sede della Alma (Scuola Internazionale di Cucina Italiana, il cui rettore è Gualtiero Marchesi), con altre 15 balde e fortunate foodblogger abbiamo potuto metterci all’opera nelle cucine professionali della scuola, e preparare un gustosissimo variopinto pranzo di gala. A base di Parmigiano, naturalmente...che qui ha dimostrato la sua estrema versatilità dall’aperitivo al gelato.
Che dire di questa esperienza?
1. Ho constato la mia estrema "tontolaggine", nell’arrivare alla presentazione di una applicazione on line con fida agenda e penna stylo per prendere appunti, mentre intorno a me esseri tecnologicamente avanzati (e superiori) diffondevano in tempo reale sui social notizie dell’evento. Il mio piccione viaggiatore è rimasto intimidito da tanta simultaneità (nemmeno una mezza giornata per riflettere sul vissuto? Ragazze, non ce la farò mai...).
2. Ho capito che se il Parmigiano Reggiano è un prodotto così trasversale (presente sulle cucine del nord come del sud d’Italia, sulle tavole ricche e su quelle povere, amato e imitatissimo in tutto il mondo), se insomma riesce ad essere il Re dei Formaggi è perchè dietro di lui c’è un universo di persone che quotidianamente si impegnano e tendono verso quell’eccellenza.
3. Ringrazio immensamente il Consorzio per avermi selezionata e invitata a partecipare a questa giornata (ora sono addirittura una “Guida Palato Raffinato”!!!)... non si smette mai di imparare, e soprattutto è stato bello scoprire i sorrisi e gli occhi di chi, di solito conosco solo attraverso lo schermo del pc... (qui c'è la gallery dell'evento e l'elenco dei partecipanti). Grazie di cuore.
E dopo tanto parlare di formaggio una buona ricetta e  qualche foto...

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