mercoledì 29 gennaio 2014

Crostata Brownie (Cioccolato Fondente e Arancia)



Giuro che questa volta le buone intenzioni di seguire per davvero una ricetta dalla A alla Z c’erano tutte. Ho gironzolato un bel po’ tra libri, riviste e blog, poi sono rimasta folgorata dall’idea di una torta nella torta. Non è geniale pensare di mettere un brownie in una crostata?? La pensata si...è furbissima...ma la mia buona volontà si è arenata miseramente davanti ad una lista di ingredienti che la mia dispensa, per quanto satolla e cicciottella, non poteva affrontare. Il risultato è che l’ottima idea di Montersino (“Golosi di Salute”, p.162) è stata resa con mezzi (ingredienti e ricette) Betulliani.
Ah, dimenticavo...a cosa mi serviva una torta se non per festeggiare un compleanno??? Energia e fantasia inarrestabili. Lei cucina, impasta e inventa, tra gli alti e bassi della vita, avventure, scocciature, spese del venerdì, sorrisi e sconforti. Carissima, Consu, perdona se non ti regalo una splendida torta di alta pasticceria...ma questo mio collage di ricette è ancora più simile a quella cucina ingegnosa e smart e curiosa che ci fai vedere ogni giorno!!
Buon Compleanno!!

sabato 25 gennaio 2014

Il Grissino Piemontese (quasi) secondo Carlo Cracco



Il libro (“Se vuoi fare il figo usa lo scalogno”) è molto discusso (la rete pullula di pro e contro). Il personaggio televisivo (Carlo Cracco) ancora di più. E lo Chef?? Bha, mi sono detta, se ha la sua bella stellina Michelin qualcosetta sarà anche capace a farla no? Così quest’estate, con il mio consueto ritardo sui tempi, le mode e gli eventi (il libro è uscito nel settembre 2012, ma nel frattempo il sig. Cracco ne ha pubblicato già un’altro), ho comprato, letto e scarabocchiato il "figo scalogno". Al riparo dalla simpatia/antipatia dell’atteggiamento del personaggio (non guardo Masterchef), e aiutata da una certa lontananza da librerie ben fornite (i supermercati in questo senso hanno parecchi limiti), mi sono messa ad esplorare le famose 60 ricette. E dopo l’attenta lettura, la prova pratica con una ricetta che conosco bene: “Il grissino piemontese”. Che dire, per quel che ho potuto assaggiare io la prova (con qualche modifica) è superata al 100%!!! I grissini sono perfetti, croccanti e gustosi. Il libro invece (nel suo aspetto divulgativo) qualche pecca ce l’ha, nel senso che non è stato scritto con accanto “un grillo parlante incompetente di cucina”! Cracco è un cuoco di professione, più che un insegnante, quindi certe cose le da per scontate, e quel “dalla pratica alla grammatica” del titolo andava sicuramente curato un po’ di più. Nel complesso però le buone idee ci sono, i trucchetti curiosi anche...bisogna leggerlo in modalità “cerco suggerimenti e ispirazioni”, non voglio una ricetta da seguire alla lettera, altrimenti si rimane delusi!

lunedì 6 gennaio 2014

Panettone Marietta o Panettone del Pellegrino (Artusi)




È nato prima l’uovo o la gallina? Prima compro una teglia e poi decido come usarla o prima scelgo la ricetta e magicamente ho lo stampo nel ripostiglio???Non lo so...ma mi ritrovo con due belle forme per panettone nuove di zecca...e vuoi non usarle almeno una volta?? Si però sono sempre di corsa, e non ho voglia di sacrificare il mio poco tempo sulla gobba di un lievitato capriccioso e bisognoso di cure come un bebè... Risolve tutto il baffuto Pellegrino Artusi, o meglio, la sua cara governante Marietta autrice di questo speedy panedolce. Veloce, buonissimo e sempreverde (nel senso che vi verrà voglia di farlo anche quando le lucine dell’albero saranno già in soffitta con le ragnatele!). In casa Betulla è stato approvato al 100%. L’unica cosa che non è stata recepita a dovere è il nome: Ladolcemetà lo indica come il PanMariuccia, e dopo essere stato corretto ad ogni fetta ha risolto lodando un generico Panettone del Pellegrino... Insomma, chiamatelo come volete... ma avrete un dolce buonissimo!!!

venerdì 3 gennaio 2014

Bônet Piemontese




Come avete iniziato il 2014? Io con una coccola suprema: in panciolle a leggere sul divano mentre Ladolcemetà mi preparava Il Dessert per eccellenza (dal punto di vista di un Piemontesino Doc come lui), ovvero il Bônet. Ci sono cose che so fare benissimo, anzi che ho fatto e dovuto fare mille volte, ma in questa nuvola di zucchero filato e blog che sconfina con la vita reale c’è anche qualcosa che mi piace fare preparare ad altri (e poi semplicemente mangiare eh, eh)! Il Bônet è una di quelle (poche) ricette per la quale la vocina tentatrice betulliana (quella che per ogni piatto dice “non sei curiosa di provare a farlo tu?”) è in un felice e serenissimo stand-by. Taccio inerme, affascinata e rapita dalla tradizione antica, dalla volontà di cercare la misura in un procedimento fatto di manciate, di sguardi e sentimento, e dal rigore scientifico che ha messo in discussione tutto ciò per vagliare una miriade di ricette (fallimenti e successi) in nome della “ricerca”. Infine, mi gusto sorridente tale faticata perfezione...(relativa, perchè in fatto di Bônet più che per altri piatti, davvero ogni famiglia custodisce gelosamente un Santo Graal...e crede di avere l’originale).
Buon anno, cari amici, e naturalmente conto sulla vostra bella compagnia.
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