domenica 29 settembre 2013

Insalata Monferrina di Fagioli "dall'occhio"



Vi ricordate il mitico concorso “Dolcemente Salato”, quello organizzato la scorsa primavera da Ema di Arricciaspiccia, in collaborazione con l’AziendaAgricola M. Prunotto e con lo Chef Claudio Sadler come giudice? Ebbene io sono stata la vincitrice assoluta con la ricetta dei “Capunet alla gelatina di Aceto Balsamico”... Grazie a questa vittoria, oltre a ricevere in premio una miriade di gustosissimi barattolini Prunotto, ho potuto visitare direttamente l’azienda. Sapete cosa vi dico? Un conto sono i vasetti sugli scaffali di un negozio, leggerne le etichette, scegliere i prodotti...tutt’altra cosa è poter vedere direttamente dove nascono queste delizie.
Un caldo giorno di luglio sono andata in gita in quel di Alba per scoprire, tra verdissime colline, un antico cascinale di mattoni rossi: l’azienda agricola Mariangela Prunotto è talmente bella che potrebbe essere usata per la pubblicità (altro che Mulino Bianco)! Poi non vi dico quando mi hanno accompagnata a vedere i campi, e i filari delle piante di frutta, a dispetto della dicitura di Azienda Agricola (che evocava nei miei pensieri una dimensione impersonale e industrializzata), ho incontrato una realtà famigliare, fatta di piccole porzioni di terreno coltivate rigorosamente secondo il metodo dell’agricoltura biologica (oltre a incontrare anche una vispa “minilepre”). 
L’impressione che conservo di quel bel pomeriggio è un senso prezioso di armonia ed equilibrio...avete presente quando vedi in concreto tutto quel che immaginavi (e speravi) sul biologico?? Rotazione delle colture per fertilizzare i terreni, concimazione fatta solo con humus, lotta integrata, raccolta di frutta e verdura fatta esclusivamente a mano.Ecco tutte queste cose (e molte altre...) qui sono un modo di vivere e intendere la natura che alla fin fine fa veramente la differenza dentro a quei bei barattolini...Provare per credere!!!

Piatto Studio Potter
Ora però passiamo alla ricetta. Parto da lontano...da una delle mie piccole grandi bibbie di cucina piemontese: “Cucina del Piemonte collinare e vignaiolo” di Giovanni Goria*. Questo, cari amici, non è un libro qualsiasi, è il libro di quel Piemonte ricco, opulento e felice che una ventina di anni fa si poteva incontrare nell’astigiano. Leggendolo, vi troverete le dita unte di burro, sentirete sfrigolare cipolle bionde in un battuto di lardo...e vi assicuro, vi verrà l’acquolina in bocca (per essere precisi è un libro che non ha bisogno delle foto dei piatti, uno di quei libri che va letto prima di tutto con curiosità “sociologica”, e poi, solo dopo, per le ricette)! Il segreto per una convivenza felice ai fornelli con il bizzarro Signor Goria è solo uno: ridimensionare in maniera energica l’uso dei condimenti di cui l’amabile astigiano abusa quasi sempre. Detto questo avrete grandi soddisfazioni...

mercoledì 25 settembre 2013

Crostata Ripiena di Budino alla Vaniglia e Confettura di Guayaba e Maracujà



Cari Amici,
questo post è fatto per ricordarvi che manca pochissimo alla scadenza di Io.CucinoEquo, il concorso del Circolo del Cibo (Altromercato) nato per promuovere una cucina che sappia unire i prodotti equi e solidali ai sapori che conosciamo meglio. Se vi iscrivete alla comunity e caricate sul sito le vostre ricette Eque (fino a 4 entro il 16 ottobre 2013), potrete partecipare alla selezione per la pubblicazione di un ricettario (in libreria a fine 2013). In palio c’è anche un abbonamento a Cucina Naturale e un goloso cesto di prodotti Altromercato!
I prodotti equi sono tantissimi...sicuramente stuzzicheranno la vostra fantasia come è successo a me con questa frolla al Mascobado (diventa marroncina proprio per lo zucchero integrale), ripiena di confettura di guayaba e maracujà e di budino alla vaniglia. Riuscite a immaginare un modo migliore per fare merenda???(o per festeggiare il centesimo post???)

sabato 21 settembre 2013

Trote alle Mandorle (con burro di Cacao)


Cosa ho imparato da questa lunga e calda estate? Che il gossip è sempre esistito! Cambiano i personaggi, cambiano le mode, cambia quello che la gente vuole sapere...insomma passa il tempo, ma ogni epoca storica ha il suo pettegolezzo (più gustoso e gradito se estivo). Perché vi dico questo? Perché da poco mi è capitata tra le mani una “Domenica del Corriere” del 1906 (19 Agosto), quindi dell’estate di ben 107 anni fa, e di tutto l’inserto sono rimasta colpita dall’illustrazione raffigurante una giovane regina Elena a pesca.

martedì 10 settembre 2013

Gâteau d’Aurélia di Ginette Mathiot (dal libro "Je sais Cuisiner").



Carissimi amici, Bentrovati!!
riapro il blog con una ricetta deliziosa, presa da un libro delizioso scritto da un’anima deliziosa. “Je sais Cuisiner” stava sul mio “Scaffale delle Buone Letture” da qualche mese, senza che io fossi ancora riuscita a esplorarlo e studiarlo a dovere. Poi, questi giorni settembrini hanno portato aria fresca, voglia di leggere in francese e di respirare “pariginità”...
Ginette Mathiot (1907-1998) era una brillante insegnante di “ménager”, ovvero di “economia domestica”. La scuola in cui insegnava si trovava in rue Huyghens a Parigi, guarda caso la stessa strada dove aveva (ed ha tuttora) sede l’editore Albin Michel, il quale, un giorno, propose alla giovanissima Ginette di scrivere in un libro le sue preziose lezioni. Nacque così nel 1932 “Je sais Cuisiner”, uno straordinario manuale di cucina (con oltre 2.000 ricette) che, pubblicato ininterrottamente sino ad oggi, è riuscito a vendere circa 6 milioni di copie. Un vero best-seller della cucina, o meglio una “bibbia di casa” che, da cinque generazioni ogni mamma francese regala alla propria figlia. 
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