lunedì 29 luglio 2013

Ciambelle Eque Miele, Cioccolato e Lavanda



Cos’è il Circolo del Cibo –Altromercato? È un insieme di persone che rispetta il lavoro, il cibo e la cultura degli Altri. Poi è anche un insieme di idee, energia, prodotti, valori ed economia che solletica la mia cucina! Quello che mi piace è mescolare tutto questo a ciò che conosco meglio e che ho vicino. Le ciambelline di oggi sono il risultato di questo curioso, stimolante mix: miele bio argentino (Millefiori De sol), cioccolato fondente extra (Mascao 70%), e il profumo del burro e dei fiori della lavanda delle mie montagne.
Un equilibrio sincero, tondo e rasicurante per raccontarvi Io.CucinoEquo, il concorso lanciato dal Circolo del Cibo per promuovere un vero e proprio matrimonio di mondi in cucina. Se vi iscrivete alla comunity e caricate sul sito le vostre ricette Eque (fino a 4 entro il 16 ottobre 2013), potrete partecipare alla selezione per la pubblicazione di un ricettario (in libreria a fine 2013). In palio c’è anche un abbonamento a Cucina Naturale e un goloso cesto di prodotti Altromercato.
Non vi tenta un premio così???



N.B: per questa ricetta occorrono 8 stampini per ciambelle del diametro di cm e un pennello per dolci.

venerdì 26 luglio 2013

Involtini con Foglia di Vite



Una delle cose che mi piace di più della pianta della vite (oltre alla sua ombra fresca, oltre ai suoi frutti, oltre al suo simbolismo, oltre alla forma danzante delle foglie...) è il sapore acidulo dei viticci. Da quando sono piccola, se passo accanto al filare della vite finisce che mi trovo in bocca uno di quei riccioli...
Bhe, se anche a voi piace quel sapore verdissimo e fresco (o forse non vi è mai passato per la mente di mangiucchiare viticci!) sappiate che lo si trova pari pari nelle foglia della vite quando viene cotta. Larga, nerbuta e solida è una foglia perfetta come involucro per deliziosi involtini.*
Questa ricetta, a parte l’aspetto esterno, non ha quasi nulla a che fare con i celebri dolmadakia greci o con i warak enab mediorientali. Il ripieno è qui moolto italiano, moolto profumato e moolto gustoso...


* Superfluo sottolineare che le viti devono essere RIGOROSAMENTE non trattate, in alternativa, nei negozi di cibo etnico potrete trovare facilmente dei vasetti di foglie di vite in salamoia....

Vince il II Betulla giveaway...



Cari Amici,
questa mattina ho obbligato la mia povera mamma assonnata a impersonare la Sorte per estrarre dal sacchetto del pane il bigliettino vincitore del mio secondo giveaway! Ebbene le tre ricette acquerellate vanno al commento N°29 ovvero a Carla Antognoni!!!(spero di sentirti presto via mail per la spedizione). Ma c’è anche un fuori programma, come nei concorsi letterari ho deciso di istituire un “premio della critica” per la mia lettrice più assidua, attenta e puntuale: “La zia Consu” del blog “I biscotti della zia”. Con l’augurio di una bella estate (anche se le tue vacanze sono ancora lontane) ti arriverà a casa la ricetta acquerellata della “Bavarese di Fragole” un dolce freschissimo, semplice e sincero come i tuoi commenti.
Grazie a tutti per aver partecipato, cliccato curiosato da queste parti...
Betulla

mercoledì 24 luglio 2013

Aceto-Cherry



Prima che finisca la stagione delle ciliegie vi lascio la ricetta di questo super Aceto-Cherry facilissimo da fare, e molto aromatico! Per l'occasione, poi, ho tirato fuori dalla cantina la macchinetta per tappi a corona, e tre bottigliette della birra sono diventate  delle simpatiche botticine rosse da regalare.


Dunque occorrono 1 lt di buon Aceto di vino Bianco e 500 gr di Ciliegie mature. Mettete le ciliegie lavate e ben asciutte in un vaso capiente, copritele con il litro d'aceto e lasciate in infusione per 10 giorni circa (in un luogo fresco e buio, scuotendo il vaso di tanto in tanto). Dopodichè filtrate con della mussola o con carta assorbente a imbuto (quella apposita per liquori). Imbottigliate ed etichettate.
Le ciliegie durante l'infusione regaleranno colore e profumo all'aceto, infatti dopo 10 giorni usciranno dal vaso scolorite e pallidine. In giro per il web c'è chi usa le ciliegie sott'aceto come accompagnamento per carni di maiale...praticamente come se fossero cipolline. Sinceramente per me sono un po' forti, e mi sono accontentata dell'Aceto-Cherry, ma nulla vi vieta di provare le Cherry-Acetate!
Ah, sempre in tema di Ciliegie vi ricordo che domani scade il mio II Giveaway (in palio ci sono tre ricette acquerellate, e una delle tre è proprio a base di Cilegie)!!! Ultime 24 ore per partecipare al sorteggio...
Coraggio, basta un commentino...





lunedì 22 luglio 2013

Crema Caramellata








Storia di un pezzetto di mondo che sta sui monti, vicino alle nuvole. Storia di una mamma e una figlia che decidono di adottare un’ochetta milanese covata da una gallinella nana. La guardano un po’ e decidono di portarsela a casa. La mettono in un cesto, nel cofano dell’auto e si fanno 200 km sobbalzando ogni volta che la piccola ricorda al mondo la sua presenza con un verso diciamo poco armonico. Dopo averla cresciuta chiamandola Guendalina scoprono che la fantastica ochetta in realtà è un maschio. Ormai però il pennuto crede di chiamarsi così...ed è troppo tardi per battezzarlo diversamente. Nonostante il nome, scopriamo che la possente virilità di Guendalina deve essere quietata non da una sola compagna...ma almeno da due "tontolissime" femmine che lo seguono in ogni dove, e lo riconoscono come capo assoluto e supremo. Guendalina, e la sua numerosa famiglia, diventa il nostro fedele guardiano... sensibile a ogni movimento, intelligentissimo, affettuoso con noi e feroce con gli estranei. Se non ci fosse stato il noto precedente storico delle “Oche del Campidoglio”, avremmo potuto credere che i suoi problemini di identità di oca covata da una gallinella si fossero definitivamente risolti scegliendo di essere un fido canide da compagnia. Guendalina è rimasta con noi per ben otto anni, regalandoci tante risate, innumerevoli uova, e una tribù di discendenti. Poi la dura legge del bosco ha deciso che doveva diventare il buon pranzetto di una volpe affamata. E così è stato! Per ricordarla/lo e averla sempre con noi, continuiamo, però, a chiamare "Guendalina" tutte le oche maschio che animano questo piccolo mondo di montagne, alberi e animaletti in cui sono cresciuta. Ecco a voi, rispettivamente: l’oco Guendalina III e le sue Mogli, le quattro anatre “Cesire”, e infine la mitica gigantesca Betulla che tanto mi ispira e che dà il nome a questo blog.


La ricetta è un dolce veloce e buonissimo, come i bei ricordi e come il vento fresco di questa estate.

N.B: per questa ricetta occorrono 4 stampini per Crème Brûlée e un caramellatore a fiamma apposito per dolci (sostituibile con il grill del forno). La ricetta è frutto di una crasi tra crema Inglese, Crème Brûlée, Crema Catalana, e qualunque altro dolce caramellato vi venga in mente! Come per Guendalina, la sua identità non è chiara, però vi assicuro, funziona, e non c'è bisogno del forno.


Ingredienti:
-200 ml do panna
-60 ml di latte intero
-35 gr di zucchero
-3 tuorli
- i semini di 1,5 cm di bacca di vaniglia Altromercato
+ lo zucchero semolato (bianco o integrale di canna) da cospargere sui dolci e bruciacchiare.
Procedimento:
-Mettere il latte e la panna in una pentola insieme ai semini della bacca di vaniglia. A parte, in una ciotola montare bene i tuorli con lo zucchero. Scaldare il composto di latte e panna. Non appena comincia a bollire rovesciarvi a filo le uova montate con lo zucchero. Mescolare bene con una frusta fino a che il tutto non aumenta di densità (qualche minuto, o se avete il termometro da cucina 84°). Spegnere immediatamente perché se il composto raggiunge l’ebollizione la crema impazzisce. Trasferire la crema nelle apposite ciotoline e riporre in frigorifero per qualche ora (ovviamente ben al riparo da odori forti). Al momento di servire cospargere di zucchero e caramellare (si ottiene quasi lo stesso effetto passando le ciotole sotto al grill bollente del forno per qualche minuto).








venerdì 19 luglio 2013

Vitel Bambù



Qual è l’antipasto più famoso, apprezzato e strapazzato della cucina piemontese? Daii, lo conoscono tutti (e molti lo pensano straniero): il Vitel Tonnè!! A parte l’immensa simpatia che provo verso l’ossimoro carne/pesce che il piatto racchiude, oggi non mi perdo in storie e ciance, e salto direttamente al taglio di carne con cui l’antipastino va preparato, ovvero il Girello di Fassone. Questo taglio va marinato in vino bianco secco e aromi (sedano, carota e cipolla), poi va bollito e fatto riposare, infine affettato sottilissimamente per essere servito con la sua bella salsa tonnata. Se come me, sudate solo a parlare di bollito, sappiate che il girello si trova già pronto (cotto e affettato) in molte macellerie, o nei banchi di gastronomia più forniti. Partendo da queste fettine di carne fredda si possono fare grandi cose...specialmente per i pasti estivi (che per me devono essere rapidi e freschi). Una di queste è il Vitel Bambù, sicuramente l’antipasto più veloce del basso Piemonte. Fettine di girello spalmate di mitica crema salata di germogli di bambù e arrotolate come una vezzosa rosellina. L’insalata di Sarset (Valerianella o Songino), e qualche fiore di zucchina coroneranno il già felice matrimonio Langa-Oriente.

P.s: come sempre vi ricordo il mio Contest attivo fino al 25 luglio!Lasciate un commento al post dedicato per partecipare!!!

martedì 16 luglio 2013

Budino al Moscato



Ma quanto è buono lo zabaione al Moscato d’Asti? Piace anche a voi, così bello spumoso e fruttato? Peccato che sia caldo bollente e poco adatto alla stagione...bene, se volete trasformarlo in un dolce freschissimo ecco la ricetta giusta! E così con questo budino estivo e paglierino (e con uovo cotto) si conclude la cena betulliana di mezza estate...spero abbiate gradito...E ora si va tutti a vedere le lucciole!Yuppi!!!

N.B: questa ricetta è perfetta per due stampini Silikomart in silicone Fancy & Function SmallBouquet


domenica 14 luglio 2013

Crema Fredda di Zucchine e Yogurt


Coppetta Studio Potter Peveragno

Scriveva Goethe ne La teoria dei colori: «Se combiniamo giallo e azzurro, che consideriamo i primi e più semplici colori, si ottiene il colore che chiamiamo verde. In esso il nostro occhio trova un autentico appagamento. Se ambedue i colori madre si equilibrano perfettamente nel composto, di modo che l’uno non si nota prima dell’altro, occhio e animo riposano su questo composto. Perciò il verde è di solito prescelto per la tappezzeria delle stanze di soggiorno».
Ora se invece che di pareti del soggiorno e tappezzerie demodè siete alle prese con una fresca cena di mezza estate ecco un altro bel primo verdissimo e molto veg. Le zucchine appena colte colorano questa crema davvero appetitosa nonostante la sua estrema semplicità. Naturalmente rasserenante... nel caldo di questi giorni!

P.S: vi ricordo il mio Giveaway...lasciate un piccolo commento al post che trovate QUI  e parteciperete al sorteggio di tre bellissime ricette acquerellate!!!

giovedì 11 luglio 2013

Lattina di Cous Cous con Verdurine e Tonno al naturale



La quintessenza di tutte queste commedie è il "Sogno di una notte di mezza estate”; dove le rapide accensioni, le incostanze, i capricci, le illusioni e le delusioni, le follie d’ogni sorta dell’amore si danno un corpo e tessono un loro mondo così vivo e reale come quello degli uomini che quegli effetti visitano, estasiandoli e tormentandoli, innalzandoli e abbassandoli; sicchè tutto vi è parimente reale e parimente fantastico secondo come meglio gli piaccia chiamarlo. 
Benedetto Croce

Questa cena "ideale" di mezza estate è bizzosa e matta esattamente come “Sogno di una notte di mezza estate” a cui molto liberamente si ispira! L’estate assomiglia proprio tanto al “Sogno” shakespeariano, con i suoi onirici divertimenti, le parentesi languide, le fantasie e quelle notti fresche di stelle e lucciole in cui sembra che il mondo degli spiriti sia sceso sulla terra tra gli uomini.
Per cui ecco un primo piatto/insalata che è un po’ uno scherzetto di Puck: Lattina di Cous Cous con verdurine e tonno. Non aspettatevi una qualche ricetta del cous cous diciamo “canonica”! Puck è lo spiritello dei viaggiatori, ma è anche bugiardo, dispettoso e irriverente... soprattutto verso le tradizioni!

mercoledì 10 luglio 2013

Tarte Chèvre et Menthe



Un giorno mi sono messa a tormentare la mia dolce metà sui primi ricordi dell’infanzia!Io ho immagini nitide di persone, giocattoli e sensazioni che sono chiarissime nella mia memoria, anche se dovevo essere molto piccola (tra i due o i tre anni). La dolce metà no! Dice di non ricordare nulla di preciso e definito. Dai, impossibile dico io. Ci sarà da qualche parte un “primo ricordo” no?? Incalzo: magari più da grandicello, pensaci!! Lui ci riflette e poi mi dice che gli viene in mente solo un trattore con un grande rimorchio carico di menta che spandeva nell’aria un profumo freschissimo...era stato un piacere essere in coda nella calura estiva con i finestrini dell’auto abbassati! Cosa volete farci...la dolce metà è originale anche sul primo ricordo, roba che neanche a mettercisi d’impegno mi sarebbe mai passata per la testa!! Va bhe, il discorso si è chiuso con il mio sorriso divertito ed è caduto nel dimenticatoio! Qualche mese fa cosa scopro? Che in Piemonte, a cavallo tra la provincia di Torino e quella di Cuneo, esiste un vero e proprio distretto delle erbe aromatiche. In particolare nel piccolo paese di Pancalieri, su terreni alluvionali è coltivata una menta piperita che dà un olio essenziale ritenuto uno dei migliori del mondo!! E ci sono andata anche in gita, su e giù per i campi di menta, a riempirmi i polmoni di profumi balsamici, e a stupirmi di quante cose ancora non so di questa curiosa interessante regione ! (che praticamente ha un cuore pulsante che è un pot-pourrit di svariati ettari).
Ah, naturalmente ho iniziato a considerare il bimbo che fu la dolce metà un po’ meno strambo...anche se molto, molto speciale!
Suggestionata da questi spazi immensi e mentosssi sono tornata a casa con la definitiva consapevolezza che la menta non è il gusto del dentifricio, e col buon proposito di impegnarmi per far passare queste verdi foglioline dal balcone alla mia cucina...
Questa ricetta é l’antipasto di una specie di cena ideale...Dîner Betulliano di mezza estate!!
Ah, ancora una cosa...Ricordatevi il Giveaway...dai basta un commentino a questo post.


lunedì 8 luglio 2013

Torta di Seirass con Ciliegie e Amaretti



San Giovanni (il 24 giugno), è una di quelle date fatidiche dell’anno contadino. Nei paraggi del solstizio d’estate, è un momento di passaggio fondamentale verso l’estate. Secondo la tradizione piemontese a cavallo di questa giornata bisognerebbe fare un sacco di cose: innanzitutto la sera della vigilia si vanno a vedere i falò in onore del santo (i celebri fuochi di cui parla Pavese ne “La Luna e i Falò”), il mattino del 24 si vanno a raccogliere le noci verdi (rigorosamente bagnate di rugiada) per fare il Nocino, poi si dovrebbe fare man bassa di fiori gialli di Iperico (che in questi giorni raggiunge il periodo balsamico migliore per preparare un ottimo unguento antinfiammatorio). Tornando a casa dai campi, poi, si dovrebbe appendere un ramo di noce alla porta di casa (una curiosa leggenda delle valli occitane racconta che i soldati avessero segnato la casa di San Giovanni Battista con una fronda di noce per riconoscerla, ma la gente per confonderli, avrebbe messo una ramo sulla porta di ogni abitazione, riuscendo così a salvarlo dalla decapitazione). Infine, per i torinesi, sono d’obbligo i fuochi d’artificio per il santo patrono della città (per i fortunati visti addirittura da Superga)!!
Ma c’è ancora una cosa che attribuiamo al povero San Giovanni: i vermetti bianchi delle ciliegie! Che non a caso in piemontese sono detti “giuanin” cioè i “giovannini”. Entro il 24 giugno si deve completare la raccolta delle ciliegie...pena l’infestazione di questi piccoli Dittero Rhagoletis cerasi. Quindi...se volete fare qualcosa con le ciliegie, mi raccomando, o prima, o dopo San Giovanni (cioè state alla larga dalle ciliegie per circa una settimana, tra la fine di quelle precoci e la maturazione delle varietà di luglio)...non vorrete sfidare certe antiche superstizioni, che comunque hanno il loro simpatico fondo di verità!!?

domenica 7 luglio 2013

PIZZA (o meglio pasta per Pizza, Focaccia e Pagnottelle)



Come sapete mi piacciono le storie dei piatti, dei loro nomi, i percorsi degli ingredienti sui sentieri della tradizione o su quelli dell’innovazione! Mi piace sapere il perché delle cose, mi piace saperlo quando mi metto in cucina, e mi piace raccontarlo a chi passa di qua!
Questa sera però faccio un’eccezione...permettetemi un uso molto personale (e famigliare) del blog. Questo post è tutto per il mio fratellino (sì, sempre quello dei corvi, quello che voleva essere Odino e che mi ha fatto cucinare a sorpresa per 40 persone)! Lui sostiene che il mio blog sia pieno di piatti complicati...dice che bisognerebbe partire dalle basi, e poi passare ai grandi piatti della tradizione italiana ecc...! Così mi bacchetta quando un piatto è troppo “piemontese”, quando è troppo “ricercato”, quando è troppo “complesso”, e anche quando non mi impegno abbastanza per le fotografie! Naturalmente poi non disdegna nulla di ciò che gli presento sul tavolo, e naturalmente io ascolto solo i consigli che mi interessa sentire (cioè quelli grafici), mentre per tutto il resto “faccio orecchie da mercante” e vado dritta per la mia strada... Ma quando mi son sentita dire che, con tanto di sorella foodblogger, il pooovero ha dovuto cercare la ricetta della pizza su giallozafferano, bhe, capirete anche voi che dovevo porre rimedio!
Ecco la mia ricetta personale (e rapida) per una buona pizza rustica... e per zittire il fratello! Pizza Betulla: senza pretese di originalità o pappardelle storiche (perché quando si parla di pizza ognuno ha la sua “visione” di quella pasta di pane con pomodoro).

giovedì 4 luglio 2013

Crema Tiepida di Carote al Profumo di Arancia e Zenzero


Bicchiere Studio Potter Peveragno

Voi ve lo ricordate Guglielmo d’Orange? Dai, magari il viso di questo bell’imbusto (e la guerra di indipendenza degli Olandesi dagli Spagnoli) sono ormai scoloriti, come molti altri ricordi scolastici inculcati con un po’ troppa forza nella vostra memoria! Ma il suo nome no! Quel nome musicale,
colorato e evocativo è impossibile dimenticarselo (anche perché suo nipote si chiamerà nello stesso modo e diventerà Re d’Inghilterra e d’Irlanda). Bhe, tornando a Guglielmo I, mentre il valoroso guerreggiava, destreggiandosi tra matrimoni, nemici e delicate questioni religiose, nella sua terra vedeva la luce la prima carota arancione. Non la prima carota in assoluto (quelle sono quasi vecchie come il mondo, almeno il mondo visto dagli uomini, dato che risalgono al 3000 a.C.). Ma per millenni le carote sono state solo bianche, gialle, nere, violette, rosse...la loro arancionità si è rivelata all’improvviso nel 1500 in Olanda (diciamo aiutata da sapienti e pazienti selezioni). E, una volta trovato quel bel colore, gli olandesi hanno patriotticamente continuato a coltivare solo quella. Certo, vuoi mettere avere un ortaggio che si abbina così bene ai colori della casa regnante degli Orange???
E così noi siamo qui a frullare carote arancioni col pensiero che se la Storia fosse andata per qualche altra strada magari anche questa cena avrebbe un altro colore!!!

lunedì 1 luglio 2013

2°Betulla Giveaway (Sorteggio di un Omaggio)



Dopo il trasloco di qualche mese fa, la scoperta del nuovo quartiere si è svolta cercando due tipi di nutrimenti: i negozi di alimentari (o i mercati), e le librerie. Sorvolo il fatto che secondo la mia dolce metà siano gli unici due tipi di esercizi commerciali degni di nota (e di occupare uno spazietto nella sua memoria), e vi presento invece il frutto della mie esplorazione di una micro-libreria affollatissima: ecco a voi tre belle stampe a tema “gastronomico” che metterò in palio per il mio secondo giveaway (che, come la volta scorsa chiamerò Sorteggio di un Omaggio).
Prima le regole:
può partecipare a questo Sorteggio chiunque da oggi al 25/07/2013 lascerà un commento a questo post e farà almeno una di queste tre cosette noiose:
1. diventare un lettore fisso del blog,
2. mettere mi piace sulla mia paginetta Fb (Betulla)
3. seguirmi su Blogloving (cerchiolino azzurro con +)
Nei casi di smodata passione nei miei confronti (cioè per i fedelissimi che hanno già schiacciato uno di questi tre bottoni), e per gli insofferenti alle regole o gli svampiti, l’importante è comunque il commento a questo post: a ogni commento sarà associato un numero progressivo (escluse le mie eventuali risposte), così potrete partecipare all’estrazione di un solo vincitore (sempre bigliettini di carta pescati nel sacchetto del pane)! Il premio sarà spedito ESCLUSIVAMENTE su territorio italiano tramite raccomandata, e compatibilmente con le vacanze estive (mie e vostre), ma soprattutto di poste italiane!!

Ora passiamo al bello: le tre stampe! Si tratta della riproduzione di tre ricette acquerellate di E. Schena e A. Ravera, autori di libri bellissimi sulla cultura gastronomica piemontese (di loro ho parlato qui). Le ho scelte perché sono tre ricette un po’ particolari, fatte con frutta che rappresenta bene il profumo dell’estate -da giugno a settembre- nel basso Piemonte (“Ciliegie al Nebbiolo”, “Ratafià di More” e “Schiacciata di Susine Damaschine”). Infine, le tre stampe (30x40) stanno bene una accanto all’altra anche dal punto di vista cromatico...non vi viene voglia di appenderle nella vostra cucina???
In bocca al lupo a tutti...amici e sconosciuti, viandanti e esploratori!



Blogloving Ci sono anche io!!!!

 Eccomi...un po' in ritardo, dubbiosa e curiosa! Da oggi ci sono anche io su Blogloving...se volete seguitemi anche qui!

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